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Revit:  calcolo e verifica del rapporto aeroilluminante

Il rapporto aeroilluminante, spesso indicato con la sigla RAI, è una verifica ricorrente nella progettazione edilizia. Il calcolo richiede dati sulle superfici dei locali e sulle aperture rilevanti secondo le regole applicabili. Quando il progetto cambia, aggiornare manualmente schede e tabelle può diventare un lavoro ripetitivo e una potenziale fonte di incongruenze.

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Autodesk Revit permette di organizzare parte di queste informazioni attraverso locali, famiglie, parametri e abachi. Questa pagina raccoglie il percorso didattico di Ferruccio Della Schiava – Brevity Coach dedicato al calcolo e alla verifica del RAI: dalla predisposizione delle famiglie di finestre fino alla produzione di abachi ed etichette utili alla documentazione. È una guida di orientamento al workflow, non un sostituto della verifica normativa riferita all'edificio e al territorio.

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Video del percorso RAI

  • Abaco per il calcolo e la verifica

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  • Automatizzare l'abaco

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  • ​​​​Famiglia finestra​

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  • Portafinestra e lucernario

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  • Etichetta di locale

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Cosa vedrai nel percorso

  • Come organizzare i dati dei locali e delle superfici.

  • Come predisporre famiglie di aperture con parametri utili al calcolo.

  • Come raccogliere le informazioni attraverso gli abachi di Revit.

  • Come impostare controlli e verifiche più ripetibili.

  • Come riportare i risultati in etichette ed elaborati di progetto.

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Aspetti tecnici da conoscere

La difficoltà del calcolo RAI non consiste esclusivamente nell'eseguire una divisione. Prima bisogna sapere quale superficie utilizzare per il locale, quali aperture considerare e come determinare le superfici effettivamente rilevanti per la verifica. Tali criteri dipendono dalle disposizioni applicabili, che possono distinguere requisiti di illuminazione e aerazione. Non è corretto presumere che una sola formula, o una soglia unica, risolva tutte le situazioni.

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Dal punto di vista del modello, il primo passaggio consiste nell'associare ai locali superfici corrette e controllate. Il secondo richiede famiglie di finestre e portefinestre dotate delle informazioni necessarie: la superficie nominale dell'infisso non coincide necessariamente con quella da assumere per una specifica verifica. Le definizioni dei parametri devono essere chiare e concordi con il criterio tecnico adottato.

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Gli abachi permettono di raccogliere e confrontare dati, ma l'affidabilità del risultato dipende dalla qualità delle informazioni di partenza e dalle relazioni tra le categorie del modello. Anche le etichette possono rendere immediatamente leggibili alcuni risultati sulle tavole. Prima di considerare concluso il workflow occorre verificare le formule, i parametri e almeno un caso campione con un controllo indipendente.

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La serie video RAI di Brevity Coach affronta questi aspetti per componenti: abachi, automazione, famiglie di apertura e presentazione dei dati. L'utilità di questo approccio sta nella possibilità di organizzare un metodo riutilizzabile, documentabile e capace di adattarsi alle modifiche del progetto, senza confondere l'automazione del calcolo con la responsabilità della verifica tecnico-normativa.


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Autore: Ferruccio Della Schiava – Brevity Coach.

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